Smart Working, il futuro del lavoro in modalità più snella, più flessibile, più performante

17 Dic 19

Se ne discute con sempre più frequenza e con sempre più convinzione: parliamo di Smart Working, un fenomeno in crescita che si sta sempre più diffondendo nelle aziende e che ha già un suo quadro normativo di riferimento, trovando spazio anche nelle Legge di bilancio 2019.

Il Lavoro agile è definito dalla legge (81/2017) come una modalità flessibile di esecuzione della prestazione lavorativa, finalizzata a incrementare la competitività e ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che si realizza mediante un accordo tra le parti.

 

Una flessibilità a doppio binario che agevola sia le aziende che i dipendenti

Lo Smart Working costituisce una modalità alternativa di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, fondata su un accordo tra datore di lavoro e dipendente che non prevede vincoli di orario o di luogo di lavoro, ma che offre la possibilità di usare strumenti tecnologici per l’attività lavorativa. Prestazioni che si possono svolgere in parte all’interno dell’azienda, in parte all’esterno in un luogo indicato dal dipendente.

In sintesi, la possiamo considerare una modalità che prevede di rinnovare i concetti di fruizione del tempo e dello spazio per favorire nuovi modelli di lavoro più efficaci ed efficienti.

Un paradigma che presuppone un cambiamento organizzativo e culturale necessario per superare modelli di organizzazione di lavoro tradizionale.  Con la scelta degli spazi, degli orari di lavoro e degli strumenti da utilizzare per svolgere al meglio le proprie attività, diventa possibile creare organizzazioni più flessibili ma anche – e soprattutto – di responsabilizzare maggiormente le persone sui risultati, favorendo una crescita personale e aziendale.

Il tutto vincolato da precisi accordi tra azienda e dipendente.

 

Secondo recenti rilevazioni da parte dellOsservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, l’adozione di un modello strutturato di “lavoro snello” può produrre un incremento di produttività del lavoratore pari a circa il 15%.

Inoltre, una ricerca condotta da Sda Bocconi ha constatato che il tempo risparmiato da un dipendente che adotta soluzioni di Smart Working è di cira 1,30 ore – tempo stimato per gli spostamenti.

Un dato che va ad aggiungersi all’accrescimento di efficienza, motivazione e produttività.

 

Quali sono i benefici?

  • Riduzione dei costi per l’impresa, soprattutto in termini di minor costo per spazi ed attrezzature per lo svolgimento della prestazione lavorativa.
  • Meno oneri per lavoro straordinario.
  • Incremento di competitività per le aziende: può attrarre la forza lavoro più talentuosa e motivata.
  • Agevolazione della conciliazione vita lavoro per il dipendente: meno vincoli, più autonomia.
  • Maggiore responsabilizzazione sul raggiungimento dei risultati.
  • Più motivazione e soddisfazione sul lavoro.

 

Le leve di progettazione

Due sono le leve fondamentali di progettazione.

Da una parte le Policy organizzative, fondamentali regole e linee guida relative alla flessibilità di orario, di luogo di lavoro e possibilità di scegliere e personalizzare i propri strumenti di lavoro.

Dall’altra le tecnologie digitali: indispensabili per facilitare la comunicazione, ampliare e rendere virtuale lo spazio di lavoro, abilitare e supportare nuovi modi di lavorare, la collaborazione e la creazione di network di relazioni professionali tra colleghi e con figure esterne all’organizzazione.

 

In sintesi, tutti questi elementi portano a pensare che lo Smart Working possa essere il futuro del lavoro, anche nel mondo spesso rigido delle aziende italiane. Un lavoro dove l’equilibrio fisico e mentale dell’individuo diventa un vero e proprio valore, che permette all’azienda di crescere, dove si premia la qualità del lavoro e non il tempo passato seduti alla scrivania.

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