Consulenza
15 Gennaio 2020

Cos’è la Digital Transformation e perché nessuna azienda dovrebbe farne a meno

Gestire il cambiamento, evolvere e fare propri quegli strumenti necessari a un’azienda e al suo team per crescere: facile a dirsi, ma a farsi?

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Gestire il cambiamento, evolvere e fare propri quegli strumenti necessari a un’azienda e al suo team per crescere: facile a dirsi, ma a farsi?

Oggigiorno la trasformazione digitale imperversa in ogni ambito lavorativo, spingendo tutte le aziende a essere smart, velocizzare i processi e tenersi al passo coi tempi. Non c’è ruolo che non venga coinvolto: dalla produzione agli acquisti, dall’amministrazione alle risorse umane, dal commerciale al marketing.

Mentre il mercato americano ha fatto della Digital Transformation il proprio vantaggio competitivo sul mercato, le aziende italiane stentano a stare al passo coi tempi.

Ma cosa si intende per Digital Transformation?

Con Digital Transformation ci riferiamo a un nuovo approccio nel fare impresa basato su un più consapevole utilizzo della tecnologia per incrementare i risultati e accrescere le performances.

La mediazione tecnologica non corrisponde all’impoverimento delle risorse umane in azienda, ma anzi mette il dipendente nelle condizioni di lavorare meglio potendo sviluppare ulteriori capacità specifiche. Essere smart significa quindi sapersi avvalere dei supporti tecnologici per dedicare più spazio alla crescita collettiva e individuale.

 

SOS: in Italia è penuria di figure digital

La quinta edizione dell’Osservatorio delle Competenze digitali, svoltosi a Roma lo scorso 11 dicembre, ha fatto emergere dati preoccupanti: nel nostro Paese è in continua crescita il gap tra la domanda di figure digital e l’offerta sul mercato di professionisti. Un esempio? Nel 2018 sono stati pubblicati circa 106.000 annunci di lavoro rivolti a professionisti del settore ICT.

Quali le cause?

Se da un lato le aziende non investono abbastanza nella formazione specializzata digital, anche le università fanno fatica a stare al passo coi tempi: sebbene molti atenei propongano corsi di laurea sempre più specializzati nell’ambito Big Data e Data Science, Sicurezza Informatica e Cyber Security, è ancora maggiore il numero di diplomati nel settore rispetto a quello dei laureati, con un inevitabile conseguente deficit delle competenze. Si calcola che ad oggi siano più di 4.500 le posizioni vacanti legate alla Digital Transformation (nonostante gli stipendi più alti rispetto alla media).

 

Le professioni digitali più richieste ora dal mercato

Solo per citare qualche esempio, non per ordine di importanza:

  • Digital Consultant: si occupa di incrementare lo sviluppo digitale di un’azienda
  • Software Developer: si occupa della creazione di programmi informatici, implementando applicazioni software già esistenti e rendendole più smart
  • Functional Analyst: interpreta le esigenze traducendole in input per il software developer
  • Digital Media Strategist: utilizza le logiche del mondo digital per sviluppare la brand awareness e la conoscenza dei prodotti nel world wide web
  • Data Scientist: elabora i big data, ovvero analizza i fenomeni che si nascondono nei dati mettendoli a disposizione dell’azienda
  • Machine Learning Engineer: progetta macchine in grado di “apprendere” e semplificare il lavoro umano
  • Cyber Security Manager: gestisce i dati di un’azienda, proteggendoli da attacchi e minacce provenienti dal web
  • Cloud Architect: realizza architetture in cloud, ovvero spazi web che permettono di gestire in maniera virtuale sistemi informativi

 

Insomma, le soluzioni per non rimanere il fanalino di coda in termini di crescita ci sono. Ora spetta alle aziende muoversi con propositività investendo nella selezione e formazione di figure digital capaci e lungimiranti.

Chi vincerà questa sfida verso la crescita?


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