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Sviluppo Digitale

27 Febbraio 2020

Smart Working nelle aziende italiane: guida al lavoro agile

Se, come diceva Aristotele, “Lo scopo del lavoro è guadagnarsi il tempo libero”, lo Smart Working punta ad esserne oggi la sua più concreta realizzazione. Al di là delle definizioni e degli approcci teorici, qual è lo stato dell’arte in Italia e come si approcciano le aziende alla filosofia del lavoro agile?

Elogio alla cultura del lavoro autogestito: normative al riguardo

Lo Smart Working è stato regolato con l’entrata in vigore nel giugno 2017 della Legge 81/2017. Il “lavoro agile” non prevede nuove tipologie contrattuali né una differente retribuzione per chi ne usufruisce; si tratta piuttosto di “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Con la legge di Bilancio 2019 è stato introdotto il comma 3-bis all’articolo 18 del c.d. Jobs Act, secondo cui è sancito obbligo al datore di lavoro di dare priorità alle richieste di Smart Working formulate dalle lavoratrici nei 3 anni successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità o a quelle dei lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

 

Smart Working in Italia: trend in positivo, ma con qualche perplessità

Dati alla mano, l’Osservatorio Smart Working delinea un trend in crescita in termini di Smart Workers in Italia, che oggi sono più di 570.000. Di questi, il 76% è soddisfatto del proprio lavoro e giudica positivamente le interazioni con colleghi e superiori.

Inoltre, nel 2019 il 58% delle grandi imprese ha avviato progetti di Smart Working, mentre tra le PMI la percentuale è aumentata dall’8 al 12%.

D’altra parte, emergono anche punti critici, tra cui la difficoltà a gestire le urgenze, utilizzare la tecnologia e pianificare le attività da casa di alcuni responsabili, nonché il disinteresse di altri al riguardo. A tal proposito, la percentuale, stabile all’8%, non accenna a scendere, sebbene molti imprenditori si stiano affidando, con comprovati risultati, a esperti nella consulenza per implementare le lacune nell’organizzazione del lavoro.

Altro dato interessante è il numero di giornate di lavoro effettuate da remoto: la scelta più frequente prevede la possibilità di lavorare da remoto 4 giorni al mese. Per quanto infine riguarda la flessibilità nella scelta del luogo, l’opzione più diffusa è quella di casa (98%), seguita da altre sedi aziendali (87%), spazi di coworking (65%), luoghi pubblici (60%) o presso clienti/fornitori (56%).

 

Come lo Smart Working aumenta la produttività: esempi aziendali di successo

Sono molte le aziende che hanno aderito a un modello di lavoro improntato sullo Smart Working, facendo da apripista verso crescita e miglioramento. Tra queste:

  • Dal 2016 la compagnia telefonica TIM ha introdotto la modalità di lavoro agile: ad oggi i lavoratori che ne usufruiscono sono più di 23.300; a supporto delle risorse, l’azienda ha messo a disposizione ore di formazione in Problem Solving, Leadership, Team Working e utilizzo delle nuove tecnologie.
  • Anche la multinazionale FERRERO offre l’opportunità di lavorare casa un giorno a settimana. I risultati? A poco più di 6 mesi dall’avvio del progetto si sono calcolate 5.000 ore di viaggio risparmiate; lavorare in “agilità” ha influito positivamente sulla capacità di organizzare il lavoro, sul rispetto delle scadenze e sulla gestione del lavoro.
  • Dal 2019 il direttivo di FINDUS ha esteso la possibilità di lavorare da casa un giorno al mese, fornendo a tutto lo staff supporti e tecnologie per connettersi da remoto e formazione nel digitale.
  • Da un anno a questa parte tutti i dipendenti nelle sedi direzionali e amministrative di WHIRPOOL beneficiano dello Smart Working. Gli obiettivi raggiunti? Un netto giovamento della qualità della vita del dipendente e un evidente miglioramento dell’efficienza aziendale.

 

Un approccio al cambiamento non è quindi solo un passo verso il miglioramento della qualità del lavoro ma un traguardo per un cambiamento rivoluzionario e necessario. Ricorda Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working:

Lo Smart Working non è solo una moda, è un cambiamento che risponde alle esigenze delle persone, delle organizzazioni e della società nel suo complesso, e come tale è un fenomeno inarrestabile.”

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