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Consulenza

20 Luglio 2020

Costruire una leadership efficace: tecniche di persuasione

Portare un collega verso la propria idea, convincerlo della propria leadership e persuaderlo a condividere un obiettivo prefissato è tra i punti nevralgici di ogni manager e imprenditore.
Essere leader richiede capacità trasversali, talento e carisma. Ma nello specifico, su quali punti fare leva per risultare persuasivi e pragmatici, ottenendo il consenso e l’appoggio di chi ci sta vicino?

Come ottenere l’approvazione e l’appoggio dai collaboratori

Nel libro “Le armi della persuasione”, lo psicologo statunitense Robert Cialdini condivide 6 preziosi e pratici principi per ottenere l’approvazione e l’aiuto da chi ci sta vicino. Nello specifico, essere persuasivi significa coltivare:

  1. Reciprocità: ci sentiamo in obbligo di restituire un favore a chi ci ha offerto qualcosa. Perché non giocare d’anticipo e mettere subito l’interlocutore in una posizione di “debito” nei nostri confronti? Potremmo, ad esempio, condividere un’informazione di valore, motivando l’altro a fare altrettanto.
  2. Impegno e Coerenza: mostrare interesse per l’idea o il progetto di qualcuno è il punto di partenza per motivarlo a portarlo a termine, persuadendolo a essere coerente con quanto dichiarato.
  3. Riprova sociale: tutti ci facciamo influenzare dal gruppo, certi che l’idea condivisa dai più sia quella vincente. Perché non citare personaggi influenti o sulla cresta dell’onda per portare una persona dalla nostra?
  4. Simpatia: siamo tutti più inclini a farci convincere da chi ci piace. Pertanto, via libera al carisma, alla cura del dettaglio e all’entusiasmo: pagano!
  5. Autorità: siamo stati educati a rispettare e obbedire all’autorità legittima. Modulare, ad esempio, il tono di voce o utilizzare un lessico forbito, aumentano la credibilità, ponendoci in posizione di vantaggio.
  6. Scarsità: un prodotto acquisisce valore quando la percezione della sua disponibilità è limitata. Fare in modo che si creda di essere vicini a una potenziale perdita spinge inconsciamente l’interlocutore a correre per non farsela scappare.

 

Dalla teoria alla pratica: tecniche di leadership vincente

Appurato che un buon leader debba coltivare l’arte dell’empatia, focalizzandosi sulle persone e sulle loro qualità, ecco qualche consiglio pratico per gestire al meglio la comunicazione con i collaboratori:

  • Essere il primo sostenitore del team: credere in un progetto e in chi lo realizza è la vera mission del leader. Questo si traduce nella capacità di motivare tutte le risorse a lavorare in sinergia, trasmettendo conoscenze e investendo nella loro formazione.
  • Capacità organizzative e comunicative: avere chiaro l’obiettivo e saperlo comunicare sono qualità determinanti: richiedono chiarezza, ma anche capacità di responsabilizzare e di supervisionare con pragmatismo tutta la squadra.
  • Positività e lealtà: il leader è quel modello di persona a cui aspirare e rivolgersi per un confronto costruttivo. Ma è anche (e soprattutto) una persona felice, dispensatrice di serenità e positività.
  • Presenza: il leader c’è e si espone nel momento del bisogno, senza timore di passare all’operatività: prende in mano la situazione e lavora alla risoluzione del problema.
  • Carisma e chiarezza: essere una guida equa, imparziale e appassionata permette alla squadra e a tutti i collaboratori di portare avanti un progetto con determinazione e costanza.

 

A conti fatti, esiste quindi la ricetta per essere un buon leader?

Eccome! E come tutte le ricette di successo, richiede il perfetto dosaggio dei suoi ingredienti: esperienza, metodo, un pizzico (necessario) di talento e una propensione all’innovazione continua.

D’altronde, come ci ricorda un gran Leader: “È la capacità di innovare che distingue un leader da un epigono.” (S. Jobs).

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