Piccole Imprese, Grandi Innovatori per rendere un’azienda più attrattiva e competitiva

13 Set 19

Puntare su una nuova competitività attraverso una maggiore spinta sugli investimenti per innovare, comprendere e sviluppare adeguatamente le opportunità offerte dalla trasformazione digitale sia sul fronte delle tecnologie, che nella formazione del capitale umano, dei processi produttivi e dell’organizzazione aziendale. Questo è in sintesi ciò che emerge dall’ultimo rapporto della Fondazione NordEst 2018.

 

L’analisi

L’analisi dei dati per quanto riguarda il complesso delle regioni del Nord-Est mostra come quest’area del Paese, insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna, sia quella che ha maggiormente contribuito alla ripresa economica ed occupazionale italiana, evidenziando una ritrovata competitività. Le regioni del Nord-Est sono state in effetti in grado di riprendersi più rapidamente di altre aree colpite dalla crisi. Una competitività però che per essere strutturale deve adeguarsi alle grandi trasformazioni in corso. La fotografia delle PMI del Centro-Nord restituisce una immagine positiva fino a tutto il 2017, con un tessuto imprenditoriale che torna a infittirsi e a recuperare fatturato e valore aggiunto.  Alcuni elementi di preoccupazione si fanno via via più visibili nel corso del 2018 con un deteriorarsi ulteriore nel 2019, in coincidenza con una fiducia calante degli imprenditori e con gli elementi di incertezza che caratterizzano l’economia nazionale e internazionale.

 

Cosa fare?

Lo scenario economico in cui operano le imprese italiane oggi è segnato da cambiamenti profondi, che nascono dalle trasformazioni in corso in campo ambientale, demografico, tecnologico e politico.

Ecco perché la nuova competitività si presenta con caratteristiche diverse da quelle del passato, non più dipendenti soltanto dalla capacità della singola impresa o del singolo imprenditore, ma strettamente legata al funzionamento di un sistema territoriale complesso, in cui risorse, talenti, formazione, infrastrutture, innovazione, creatività costituiscono un mix essenziale.

Il presidente di Confindustria Trento ha spiegato che per rimanere competitivi a fronte di questi cambiamenti serve innovare attraverso nuove imprese o la trasformazione di quelle esistenti.

 

La formazione

Per innovare serve una forza lavoro più preparata, con le necessarie competenze professionali, manageriali e tecniche. Per questo servono investimenti da destinare alla formazione, al training e al re-training. C’è poi la questione tecnologica: in Italia più di un terzo delle aziende con più di 50 addetti ha adottato, o prevede di adottare, almeno una nuova tecnologia. Il 20% prevede di adottarne almeno tre. Gli incentivi nazionali negli ultimi anni hanno portato a risultati positivi, ma è necessario accelerare in questa direzione”.

 

La “conoscenza” come risorsa competitiva

Per creare un “ambiente culturale” favorevole alla crescita e all’innovazione, il management e le proprietà dell’impresa devono essere consapevoli e convinti che una risorsa competitiva fondamentale nella società dell’informazione e dei servizi è “la conoscenza” che l’organizzazione è in grado di esprimere nel suo complesso. Il mercato globale è infatti costituito da consumatori-clienti sempre più informati e consapevoli dei contenuti dell’offerta, un mercato nel quale il cliente insoddisfatto può cambiare, e piuttosto repentinamente, le proprie scelte; un mercato in cui la soddisfazione del cliente diviene imperativo categorico e obiettivo principale dell’impresa.

In questa prospettiva acquista sempre più importanza il knowledge management, ovvero la gestione sia della conoscenza legata alle molteplici attività-funzioni aziendali, che dell’informazione sulle strategie e sulle scelte dell’impresa. E se l’impresa vuole essere veramente competitiva deve riuscire a creare un ambiente di lavoro nel quale l’intera forza lavoro partecipi e contribuisca all’evoluzione innovativa.

 

La Trasformazione Digitale

Un altro elemento su cui riflettere è la capacità del sistema produttivo di comprendere e sviluppare adeguatamente le opportunità della trasformazione digitale.

Sempre secondo il Rapporto Fondazione, nel NordEst una quota tra il 15 e il 19% circa ha investito o ha in programma di investire in tecnologie 4.0. Tuttavia, tra queste l’utilizzo integrato nei processi produttivi rimane limitato (36%). Si rende quindi necessaria una maggiore spinta sugli investimenti nel digitale sia sul fronte delle tecnologie, che del capitale umano e della trasformazione dei processi produttivi e dell’organizzazione aziendale.

Un processo, quello del digitale, che coinvolge tutte le aree produttive, dall’industria all’artigianato, dall’agricoltura ai servizi. È necessario quindi adattare le competenze della forza lavoro e preparare i lavoratori del futuro ad una continua capacità di adattarsi ai cambiamenti.

 

I finanziamenti: un’opportunità da cogliere

Le imprese necessitano di supporti economici per pianificare le azioni di sviluppo e crescita. L’Unione Europea (ma non solo) predispone politiche di incentivazione allo sviluppo e alla crescita delle imprese, supportando il lavoro con finanziamenti importanti anche per quello che riguarda l’innovazione e lo sviluppo delle competenze per supportarla. Tali fondi rappresentano un’ottima opportunità di sviluppo e il nostro scopo è quello di mettere a conoscenza tutti i potenziali fruitori sulle misure esistenti, cosa finanziano e come vi si accede. Questo, attraverso metodi e processi che permettono prima di tutto di capire come reperire i bandi di proprio interesse e successivamente, come beneficiarne.

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