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“Sicurezza sul lavoro? Questione di cultura”. Parola di Ceccarelli Group

Il Gruppo ha elevato l’attenzione sui rischi puntando ad un cambiamento di Vision dell’azienda, ottenendo un miglioramento in termini di benessere, produttività e qualità del lavoro.

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“Anche per noi tutto è partito dalla normativa. Anche per noi il capitolo Sicurezza è iniziato con l’obbligatorietà di introdurre un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Per quanto avessimo capito l’importanza di investire nella sicurezza per la tutela del lavoro dei dipendenti e, quindi, dell’azienda, è stata inizialmente “solo” un’importante cogenza su cui investire tempo e denaro. Poi non è più bastato fare bene il compitino per casa. Nelle aziende di servizi come la nostra, la sensibilità in tema di Sicurezza è culturalmente inferiore rispetto alle aziende “di produzione” che lavorano in quei settori dove i pericoli per l’incolumità dei lavoratori sono, dati statistici alla mano, decisamente più alti e la percezione del rischio è costante.”

Così ci ha risposto Giacomo Bertoli, Coordinatore di Ceccarelli Group, una delle più importanti realtà a livello nazionale nel settore Trasporti con cui abbiamo il piacere di collaborare, quotidianamente. È stata l’esigenza di un cambiamento culturale il motivo per il quale il grande gruppo friulano ha deciso di affrontare un nuovo percorso in tema Sicurezza.

Qual è l’obiettivo di fondo? Il vero perché di questo progetto?

Abbiamo voluto elevare l’attenzione sui rischi, non tanto per un eccessivo senso di tutela o per ipotetici spiacevoli episodi passati che, fortunatamente, non sono mai accaduti. È esclusivamente un cambiamento di Vision dell’azienda, di forma culturale che va ben oltre al concetto di garantire l’incolumità dei nostri dipendenti. Avere un Modello Organizzativo che rispetta pienamente la normativa e saper plasmare su di essa la propria quotidianità operativa significa costruire un’immagine di eccellenza e qualità, internamente ed esternamente. All’interno dell’azienda perché l’attenzione che mostriamo al benessere delle nostre risorse, viene da loro ripagata con maggior consapevolezza, spirito di appartenenza e, quindi, con un senso di serenità che si ripercuote poi sulla produttività. All’esterno perché siamo più credibili nella qualità del servizio, nel brand, sul territorio o per gli istituti di credito, ad esempio.

O forse semplicemente perché, un’azienda che non tutela la vita dei propri lavoratori, non è un’azienda civile. È una questione di cultura!

È un bellissimo concetto da trasmettere, che presuppone però un percorso non immediato.

Non è immediato, assolutamente. E parlo volutamente al presente perché il traguardo è ancora lontano. Continuiamo a lavorare internamente ogni giorno e, sebbene in ambito Sicurezza ci sentiamo superiori agli standard qualitativi, abbiamo ancora molto da fare.

Il percorso di cambio culturale è iniziato ormai diversi anni fa, quando abbiamo deciso di guardarci all’esterno per la nomina dell’RSPP.

Cercavamo un partner unico che ci supportasse su tutti gli aspetti legati alla Sicurezza, già abituato a lavorare con una struttura complessa come la nostra. Un partner che garantisse competenza in primis, metodo e capillarità d’intervento in tutta Italia.

Aderiscono al progetto tutte le realtà del gruppo? Anche quelle più piccole?

Si certo, anche quello rientra nel cambiamento culturale. Il nostro è un gruppo consolidato e ben articolato, composto da diverse realtà su tutto il territorio nazionale.

Ad oggi, oltre alla Capogruppo Ceccarelli Finanziaria, ci sono: Ceccarelli, Transfriuli, LogLab, Dilog Toscana ed Euro’s. Tutte imprese distribuite su 5 sedi: Udine, Trieste, Padova, Milano e Prato, oltre ai cantieri di logistica integrata presso le sedi delle aziende clienti.

Non sarebbe stato concepibile rendere partecipe solo una parte di tutti noi dato che rispondiamo tutti alle stesse procedure. E devo dire che il metodo ErgonGroup ha reso tutto un po’ più semplice.

In cosa consiste il metodo e come è applicato all’interno quotidianità?

C’è stato un primo periodo di conoscenza di tutta la struttura, impianti, immobili, persone per mappare tutti i requisiti e delineare poi un piano strategico-operativo che, nel nostro caso, data la particolarità della nostra realtà, è stato fortemente customizzato da un lavoro a 4 mani tra noi e i Consulenti ErgonGroup, sulle nostre esigenze. Un lavoro molto importante che ha una grande utilità e duttilità anche oggi che ci avviamo al quarto anno di collaborazione.
Viene applicato da un team di Consulenti guidati da Denis Quas, che è poi il nostro RSPP esterno ed unico nostro punto di riferimento strategico e operativo, fin dall’inizio. È lui che ci assiste coordinando tutto il team in modo molto metodico e tempestivo, garantendoci amplia flessibilità d’intervento. Per noi questo è un aspetto molto importante: abbiamo molti immobili che richiedono continui adeguamenti, una flotta che conta più di 250 unità (tra trattori, motrici, rimorchi, semirimorchi e casse) e tanti player esterni coinvolti sui quali è richiesta una continua gestione di interferenza dei rischi. Non sarebbe una collaborazione possibile se il nostro partner non fosse strutturato in modo così flessibile da garantire tempestivamente una reperibilità 24 su 24.

 

Quindi è necessaria una pianificazione molto accurata da parte di entrambi per gestire una tale complessità senza condizionare il quotidiano?

Si, ma non sempre è possibile, ovviamente. La capacità del Partner sta anche nel trovare un metodo capace di decifrare le nostre esigenze e, ini base a quelle, proporre soluzioni che non appesantiscano l’operatività quotidiana. È un lavoro di continuo approfondimento dei dettagli, in modo molto scrupoloso e pragmatico. È un continuo mettersi in gioco e sporcarsi le mani. E questo è un valore di ErgonGroup che apprezziamo molto.


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