Gli imprenditori di domani. 10 settori in cui investire dal 2020 (parte 1)

30 Ago 19

I trend futuri dell’economia, per restare in sella al cambiamento.

Il successo di un business passa da molti fattori: l’idea, le persone, i mezzi, il mercato, l’accesso al credito, la strategia, la liquidità, la congiuntura economica. Un complicato intreccio di variabili che ogni giorno è necessario tenere in considerazione per vincere le sfide del mercato.

“Chi ben comincia è a metà dell’opera” si dice: oltre all’audacia, è fondamentale per l’imprenditore identificare i settori che si contraddistinguono per avere maggiori opportunità di successo nel futuro. Confrontandoci con i nostri esperti e consultando i trend internazionali, abbiamo provato ad elencare i 10 settori sui quali investire nei prossimi 10 anni.

 

1. Industria 4.0 e Smart Manufacturing

Secondo un recentissimo report degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, l’Industria 4.0 ed in particolare la cosiddetta Smart Manufacturing hanno ancora un enorme potenziale di sviluppo, con tassi di crescita a doppia cifra anno su anno (+15% rispetto al 2018), su un mercato del valore di più di 3 miliardi di euro.

Se nel breve/medio periodo si prevede che gli investimenti si concentreranno su Industrial IoT, Big Data e Analytics e automazione avanzata, nel lungo periodo le prospettive si evolveranno ulteriormente, con una spinta maggiore verso il Cloud Computing e soprattutto verso l’Additive Manufacturing, altrimenti noto come Stampa 3D.

Se dunque fino a pochi anni fa (il termine Industria 4.0 è stato coniato nel 2011) la produzione smart era considerata una sorta di nicchia accessibile ad un ristretto gruppo di grandi aziende con precise finalità, oggi il progresso tecnologico ha contribuito a ridurne i prezzi ed elevarne l’efficienza. Essa ha così acquisito una notevole versatilità e vive ad oggi una vasta diffusione.

 

2. Assistenza agli anziani

Guardando ai puri numeri, che l’assistenza agli anziani diventerà un tema cruciale per i prossimi anni non è poi così difficile da credere: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che entro il 2050 il numero di persone nel mondo di età superiore ai 60 anni salirà a 2 miliardi, ovvero il 22% della popolazione. Un bacino enorme rispetto al quale aumenteranno le opportunità di investimento per le aziende che offrono beni e servizi, in particolare a domicilio: teleassistenza, telemonitoraggio e telemedicina. L’Italia è già in ritardo rispetto ad altri paesi dove questi servizi sono già realtà. In Francia, per esempio, è attivo un servizio pubblico di intervento sanitario che costa 1 euro al giorno; in Spagna viene assicurata continuità di assistenza ai pazienti dimessi dopo un intervento chirurgico, mentre in Svezia e Danimarca forte attenzione viene data ai caregiver, gli assistenti familiari, con specifici percorsi di formazione.

 

3. eSports

Si tratta di un ambito probabilmente meno noto al grande pubblico, eppure gli eSports, i videogiochi intesi come disciplina competitiva e professionistica, hanno registrato negli ultimi anni una crescita spaventosa che pare non aver alcuna intenzione di arrestarsi. I numeri forniti da Inc.com, infatti, sono decisamente impressionanti: più di 200 milioni di praticanti in tutto il mondo, in larga parte professionisti, per un comparto del valore totale di 1 miliardo di dollari. Si parla inoltre da anni di inserire gli eSports nel circuito delle discipline olimpiche, ipotesi attualmente nient’affatto tramontata.

 

4. Micromobilità

Una delle industrie più giovani ed innovative che negli ultimi 5 anni ha visto nascere numerose startup pronte a soddisfare le esigenze di quel 60% di popolazione mondiale che, entro il 2030, risiederà nelle aree urbane: avere un’alternativa economica, facile e pulita, al tradizionale trasporto pubblico di massa.

E-bikes, e-scooters, e-skateboards. Esperimenti concreti già sono stati fatti e i primi prodotti sono già presenti sul mercato (famosa l’acquisizione da parte di Ford di Spin, la startup che sta rivoluzionando il concetto di mobilità urbana negli USA). Trascurando le polemiche legate principalmente alla sicurezza e all’impatto ambientale, le barriere d’ingresso sono comunque ancora molte: la tecnologia per avere batterie che durino di più occupando meno spazio, i costi anche ambientali per il loro smaltimento, le legislazioni nazionali che ancora non regolarizzano il libero circolare di questi mezzi (con conseguenze sull’incolumità dei cittadini) o il significativo investimento di capitale iniziale che comunque serve per avviare il business. Ciononostante la sfida è quantomai aperta: secondo Navigant Reasearch, nel 2025 saranno in commercio più di 37 milioni di veicoli elettrici.

 

5. Digital Therapeutics (o Terapie Digitali)

Si chiama Tinnitracks, ed è la prima app al mondo ad aver ottenuto, pochi mesi fa, la rimborsabilità da parte del sistema sanitario tedesco. Quello che probabilmente oggi è uno dei settori più pionieristici della tecnologia sta diventando a poco a poco sempre più reale. E sono già moltissimi i software che si propongono a sostituzione o integrazione dei farmaci, come parte di una vera e propria terapia per la cura di diverse patologie.

Il supporto del digitale è già oggi diffuso: sono circa 150 (fonte Wired) le aziende, startup e colossi tecnologici che producono app con finalità terapeutiche specifiche. Si tratta di un settore nel quale si manifesta sempre più urgente ed evidente la necessità di una regolamentazione giuridica, e che tuttavia proprio per questo presenta grandi opportunità di sviluppo e di investimento.

Alcuni tra gli ambiti in cui le digital therapeutics trovano ad oggi applicazione sono i casi di abuso di alcool e sostanze stupefacenti, i disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) anche pediatrici, il supporto alla cura della depressione, i deficit dell’udito.

 

 

Alla prossima settimana con la seconda parte dell’approfondimento!

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