Gli imprenditori di domani. 10 settori in cui investire dal 2020 (parte 2)

6 Set 19

I trend futuri della nostra economia, gli investimenti con il più alto tasso di crescita

In un mondo in continuo cambiamento come quello in cui viviamo, l’emergere di settori fortemente innovativi o persino pionieristici è ormai materia di ogni giorno. La velocità dello sviluppo tecnologico impone di rimanere sempre aggiornati e offre ai più dinamici tra gli imprenditori opportunità di investimento particolarmente interessanti.

Perciò, oggi proseguiamo la nostra breve rassegna dei new business sui quali investire con i restanti cinque settori in forte sviluppo.

 

1. Baby Tech

Il mercato dei dispositivi tecnologici per mamme e bambini ha vissuto un vero e proprio boom a partire dal 2018, con più di 300 milioni di dollari raccolti in investimenti dalle startup di settore. Oltre alle startup, molte sono anche le aziende che hanno diversificato il business partendo da un know-how già acquisito, sfruttando la propensione dei millennials a circondarsi di strumenti tecnologici nella vita quotidiana.

Di esempi ce ne sono già molti: da Willow, un comodo e tecnologico tiralatte per le mamme, a Ava – un braccialetto per il monitoraggio dell’ovulazione, a Hatch Baby, un marchio già leader nella produzione di tecnologie che aiutano a superare le normali difficoltà dei neo mamma e papà. In genere la tecnologia ha l’obiettivo di aiutare i genitori a monitorare con maggiore profondità e ricchezza di dati lo stato di salute del bambino (come nel caso di Cocoon Cam), o assistere i neo-genitori nell’esecuzione dei loro compiti con tutorial e consigli on-demand da parte degli esperti.

Molte ancora sono le opportunità, legate tra le altre, secondo Crunchbase, all’organizzazione dell’immensa mole di dati oggi a disposizione, alla pianificazione delle attività dei figli e alle assicurazioni sulla vita. Perciò si stima un deciso aumento dei ricavi: dai 7.4 miliardi di dollari dal 2018 potremmo passare a oltre 10 entro il 2022 (Fonte IBISWorld).

 

2. Abbigliamento Workleisure

Non siamo ancora abituati a pronunciare athleisure che scopriamo un nuovo trend, nato dall’esigenza di agevolare uno stile di vita basato sul passaggio dall’ufficio alla palestra senza soluzione di continuità. Nascono così capi estremamente funzionali ma in grado di rispettare gli standard dei luoghi di lavoro. Il marchio più noto del settore è sicuramente Kit and Ace, creato dalla moglie e dal figlio del fondatore di Lululemon – leader indiscusso nel settore dell’athleisure.

I grandi marchi fashion stanno già cavalcando questo trend, convertendo il proprio catalogo da athleisure a workleisure, e la competizione per chi vuole investire in questo settore è decisamente alta. Tuttavia nessun marchio è italiano, e grazie la nostra tradizione e qualità nel settore tessile questa opportunità appare sorprendentemente concreta.

 

3. Cibi alternativi

È forse uno dei settori su cui si riscontrano le maggiori aspettative (e forse anche un po’ di paura). Perché in molti paesi l’emergenza nutritiva è quantomai viva, seppur in molteplici forme. La cultura alimentare è parte integrante del nostro concetto di benessere quotidiano e sempre più saremo quello che mangeremo.
Sono già migliaia le aziende e start up che si stanno cimentando in questa nuova importantissima sfida ed è evidente che quella dell’alimentare sia un’industria dalle potenzialità enormi.

Forbes in un articolo del 2018 ha provato a identificare i 5 cibi alternativi del futuro e a dar loro un valore assegnando punteggi di Profittabilità, Impatto ambientale, Innovazione, Appetibilità e Potere nutrizionale: si parte dai megafrutti (grandi fisicamente ma anche ricchi di proprietà benefiche), passando dalle alghe (che per un occidentale possono rappresentare una novità, ma che costituiscono da secoli parte integrante della cultura alimentare di Paesi come il Giappone), le micoproteine ricavate dai funghi, le meduse fino a giungere agli insetti, di cui si parla molto da tempo e che sono consumati già ora da più di due miliardi di persone.

 

4. Dieta personalizzata

Nella prossima rivoluzione alimentare, la possibilità per ognuno di noi di pensare ad una dieta personalizzata incline al nostro personale codice genetico e benessere sta creando una concreta opportunità di business per molte startup già presenti sul mercato. Secondo uno studio pubblicato su Science, l’industria medica sta spostando sempre più l’attenzione dal trattamento alla prevenzione delle malattie. In questo contesto, una corretta alimentazione assume un ruolo fondamentale.

La personalizzazione massima del regime alimentare si basa su un blueprint genetico, che consente di conoscere nel dettaglio i bisogni del proprio corpo. Ciò rende particolarmente complesso il know-how necessario allo sviluppo di un servizio credibile nel settore, tuttavia vi è un’industria già florida con ricavi che si aggirano intorno ai 9.5 miliardi nel 2018 e che potrebbero arrivare a quasi 20 entro il 2024. Tutto ciò, va sottolineato, nonostante nel mondo siano soltanto circa 15 milioni di persone ad essersi sottoposte a testing genetico.

I prodotti spaziano dalle app nutrizioniste in grado di rispondere in pochi minuti a qualsiasi domanda legata all’aspetto nutritivo, fino a quelle capaci di offrire un programma di alimentazione ed esercizio fisico basato sul DNA del proprio albero genealogico.

 

5. Tecnologia e bellezza

L’integrazione tra tecnologia e body care sta generando una vera e propria ondata di prodotti innovativi: dalle partnership di L’Oréal con i blogger di settore, al servizio di consegna di prodotti di bellezza in 60 minuti di Estée Lauder, fino a Urban Decay che ha lanciato una linea di rossetti che grazie ad un’app mobile permette di “giocare con le foto” e provare virtualmente diverse nuance. Per non parlare poi del successo delle cosiddette tecnologie indossabili, come ad esempio il famoso cerotto trasparente My UV Patch, lanciato da L’Oréal ormai nel 2016.

Si tratta di una delle più grosse opportunità su cui puntare per fare business: secondo IBISWorld,  il mercato del beauty salirà dagli attuali 22,1 miliardi di dollari a 27,8 miliardi di dollari nel 2022.

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