In tanti parlano di innovazione, ma in pochi ci riescono. Ecco perché!

18 Lug 19

Nell’era della tecnologia e dell’innovazione, le aziende devono confrontarsi con uno scenario completamente nuovo e in continua evoluzione: un mercato globale sempre più competitivo, una digitalizzazione che ha imposto nuove forme di comunicazione e una rimodulazione dei ruoli e delle dinamiche nella relazione tra azienda e cliente.

 

I requisiti di una PMI innovativa

La trasformazione digitale richiede un processo di cambiamento dell’impresa tramite il miglioramento dell’efficienza operativa e la modernizzazione del proprio approccio ai problemi di business, con soluzioni digitali che integrano in modo sempre più consistente le nuove tecnologie nei propri prodotti e servizi.
Per far fronte a questa rivoluzione digitale e per cogliere le potenzialità che derivano dalla connessione globale, le imprese devono essere in grado di interpretare i nuovi trend, dotandosi delle competenze digitali più adeguate.
Un processo che deve essere deciso e gestito con consapevolezza dalla direzione aziendale e determinato sia con l’impiego di nuove tecnologie e servizi digitali, sia con lo sviluppo di specifiche capacità inerenti il mondo digital – le cosiddette digital capability – e di abilità funzionali alla gestione dei dati aziendali e allo sviluppo di una stretta collaborazione fra business e IT.

Lo sviluppo digitale è la strada da percorrere per assicurarsi la soddisfazione del cliente, e tra le componenti di questa trasformazione non possono mancare organizzazione, formazione e tecnologia.
Le aziende che hanno deciso di investire nelle nuove soluzioni stanno già infatti sperimentando un aumento di redditività, profitto e fidelizzazione.

 

Mettere il turbo alla competitività

Ogni azienda coniuga le potenzialità offerte dalle tecnologie in modo diverso ma l’obiettivo rimane, comunque, sempre lo stesso: mettere il turbo della competitività.
Una necessità che ha sottolineato anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il quale sostiene la necessità di un cambio di passo per sopperire al ritardo con il quale le imprese italiane stanno rispondendo alla rivoluzione tecnologica.

Le cause? Secondo Visco derivano da una struttura produttiva frammentata, in gran parte composta da aziende piccole con un alto grado di sovrapposizione tra proprietà e gestione, poco aperte a innesti esterni di capitale, tecnologia e professionalità. “Nel 2017 meno di un quinto delle imprese con un numero di addetti compreso tra 20 e 49 aveva adottato almeno una tecnologia avanzata, come le applicazioni della robotica e dell’intelligenza artificiale. La quota sale a un terzo tra le imprese medie e supera la metà per quelle con 250 addetti o più. Il divario tra imprese piccole e grandi si amplia proporzionalmente alla crescita del grado di complessità delle tecnologie considerate”.

 

Cosa fare?

Prima di tutto è necessario che l’imprenditore e i vertici aziendali capiscano e conoscano l’opportunità di questo cambiamento, convincendosi di dover delineare una strategia per mettere a punto poi un percorso di trasformazione con progetti concreti e condivisi. Le aree di business maggiormente coinvolte dalla trasformazione digitale sono legate prevalentemente a marketing, customer care, ricerca e sviluppo. È ormai evidente che la Digital Trasformation non riguarda solo l’ambito della comunicazione e della promozione aziendale, ma comporta cambiamenti strategici e operativi più ampi che coinvolgono organizzazione produttiva e risorse umane.

 

Innovation Manager, la figura chiave in grado di favorire i processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale

Per sviluppare un vantaggio competitivo sul mercato, con la conseguente crescita del business, l’impresa deve oggi arrivare ad uno sviluppo culturale che si orienti verso i nuovi cambiamenti e modifichi i meccanismi interni. In questa trasformazione si inserisce la figura chiave dell’Innovation Manager, un professionista di grande esperienza che interviene in diversi livelli strategici ed operativi. Un leader in grado di favorire i processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale sviluppando competenze, intervenendo sul piano tecnico e manageriale, gestendo i profili di complessità organizzativa e produttiva imposti dalla trasformazione tecnologica.

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