Consulenza
26 Febbraio 2021

Supply Chain Management: definizione, vantaggi e figure chiave

Piano di produzione, Customer Satisfaction, on-time Delivery: l’approccio SCM per razionalizzare i costi e aumentare i margini

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Nei momenti in cui ci troviamo a ripensare alle modalità di lavoro, rimodulare tempistiche di consegna e ordine merci, bilanciare spese e costi, un abile controllo di logistica e magazzino risulta indispensabile.

Implementare efficacemente i principi del Supply Chain Management (SCM) assicura efficienza nella gestione delle scorte, riduzione degli scarti e un netto miglioramento del rapporto con fornitori, produzione e vendite.

 

SCM: dal fornitore al cliente al giusto costo

 

Monitorare, anticipare e controllare l’evoluzione dei consumi e le tendenze di mercato è decisivo nella gestione delle attività in produzione e nel monitoraggio intelligente delle scorte a magazzino. Secondo le parole di David Simchi-Levi del MIT, il SMC è “un sistema articolato che coinvolge persone, attività, informazioni e risorse per trasferire nel modo più efficace e finanziariamente vantaggioso un prodotto dal fornitore al cliente, passando attraverso un network produttivo e distributivo eterogeneo e spesso dislocato in più nazioni”.

Ciò richiede un bilanciamento esatto delle quantità di merci prodotte e stoccate, nonché uno snellimento delle procedure di distribuzione al fine di razionalizzare i costi globali e il capitale impegnato, puntando al soddisfacimento dei requisiti dei clienti finali in termini di livello di servizio.

 

Vantaggi di un SCM efficiente

 

L’attivazione del Supply Chain Management è strettamente correlata all’adozione di un cruscotto di Demand Planning: solo così è possibile integrare i dati dell’inventario e fare un piano di produzione just-in-time, rispondendo tempestivamente ai bisogni del cliente e ottimizzando gli ordini di materie prime secondo gli esatti cicli di vita dei prodotti.

Lo scopo ultimo è l’on-time Delivery, ovvero la puntualità del flusso logistico e la gestione efficiente della catena di approvvigionamento in ottica di Customer Satisfaction. Attraverso l’integrazione in un’unica visione sistemica di attività fisiche, gestionali e organizzative si riducono il time-to-market e il tasso di resi, ottimizzando al contempo il flusso produttivo e la ridistribuzione mirata della mole di lavoro fra reparti.

 

Gestire il SCM: il Supply Chain Manager

 

La fase più critica del SCM è la gestione del flusso dei materiali. La quasi totalità delle imprese adotta due modelli contrapposti: Lean Production (politica pull) oppure Material Requirment Planning (MRP, politica push). Chi decide come organizzare questa complessa macchina? Il Supply Chain Manager.

Responsabile della catena di distribuzione, è il punto di riferimento non solo per fornitori e distributori, ma anche per produzione e area commerciale, gestendo in prima persona il S&OP Plan in un’ottica pull-push. Oltre alle indispensabili competenze tecniche, il Supply Chain Manager coordina team diversi attraverso gli strumenti Agile tipici del PM, incrocia le funzioni dei reparti coinvolti operando in una visione d’insieme, pianifica le scorte attuando le previsioni di vendita e sovraintende i criteri di stoccaggio in magazzino.

Per difendere il vantaggio competitivo e accrescere la soddisfazione dei clienti, fare proprio un approccio di Supply Chain Management è indispensabile: solo così è possibile gestire con sicurezza la complessità crescente delle filiere internazionali, facendo leva su know-how verticali e capacità organizzative strategiche.


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