Consulenza
19 Ottobre 2020

Pianificare il passaggio generazionale per una Leadership più forte

Facilitare il passaggio del testimone alle nuove generazioni attraverso un percorso di confronto e affiancamento: la ricetta per un business più stabile e longevo.

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In Italia, oltre l’85% delle aziende è a matrice familiare e si stima che entro il prossimo decennio un’impresa su cinque sarà costretta ad affrontare il cambio generazionale. Tuttavia, solo la metà di queste imprese si sente pronta ad affrontare tale processo, come rilevato dall’XI Osservatorio AUB promosso da AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), Unicredit e Bocconi.

Le statistiche riportate dal Sole 24 Ore confermano la criticità del processo successorio nelle imprese familiari: solo il 30% sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione, solo il 12% arriva alla terza e solo il 4% alla quarta. Per arrivare preparati a questo importante traguardo e superarlo senza battute d’arresto, imprenditori e manager lungimiranti sanno che c’è un’unica strada da percorrere: la pianificazione del passaggio generazionale.

 

Gli step chiave per affrontare il passaggio generazionale

L’errore tipico è considerare il passaggio generazionale come un evento inaspettato anziché un processo programmato. L’impresa è un patrimonio dinamico, un processo in continua evoluzione, e il principale timore del cambio generazionale dirompente è rappresentato dalla perdita del know-how e delle relazioni umane di cui l’imprenditore si sente il principale attore.

Vivendo il lascito del testimone alle nuove generazioni come un tabù, infatti, si rischia di concentrarsi unicamente su aspetti di natura tecnica o fiscale, sottovalutando gli aspetti manageriali che, al contrario, rappresentano il focus su cui intervenire. Tra questi, i più comuni sono:

1. Esame degli aspetti chiave relativi al successore

Valutazione preventiva della nuova generazione (atteggiamento, motivazioni, interessi, obiettivi) e successivo inserimento nell’area aziendale più idonea ad accoglierla in una prima fase di adattamento.

2. Trasmissione dei valori dell’imprenditorialità e legittimazione del successore

Percorso di affiancamento, della durata pluriennale, finalizzato al potenziamento di un modello di Leadership.

3. Sostegno alle iniziative della nuova generazione

Realizzazione di un piano d’azione concreto da mettere in atto gradualmente, al fine di implementare le strategie aziendali e incentivare il raggiungimento degli obiettivi di business.

4. Gestione della comunicazione verso gli stakeholder esterni

Mantenimento di un rapporto disteso e collaborativo con clienti chiave, fornitori e banche, così da introdurre per gradi l’ingresso del successore con le sue qualità di leader.

5. Confronto con il Top Management e il personale

Trasmissione di aspettative realistiche e piani per il futuro, assicurando la continuità di collaborazione ed evitando la dispersione del know-how aziendale.

6. Creazione di un sistema di governance responsabile

Separazione dei tavoli “familiari” da quelli “gestionali”, al fine di privilegiare la continuità aziendale anziché quella dinastica.

 

Gestire con serenità il cambiamento: strumenti ed approcci

Passare il testimone in ambito aziendale può essere vissuto come un momento critico, sia per il predecessore che per il successore, ed è perciò importante non sottovalutare questa fase, ma pianificarla con largo anticipo, ricorrendo anche agli strumenti tipici del Crisis Management.

Per gestire la complessità del fenomeno, dunque, l’approccio ottimale ha carattere multidisciplinare. Da un lato è bene gestire minuziosamente gli aspetti fiscali e tributari, preparandosi anche ad eventuali imprevisti; dall’altro non si possono dimenticare le variabili umane e psicologiche che influenzano il passaggio generazionale in azienda, che si conferma come un cambiamento sì fisiologico, ma non per questo automatico e lineare.


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