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Consulenza

26 Settembre 2019

Il cambiamento può e deve essere gestito, e perché no, anche anticipato

Il cambiamento: una costante della nostra vita, del nostro lavoro e delle nostre aziende 

Clienti sempre più esigenti, alti livelli di competitività, evoluzione continua sottopongono le aziende e le persone che vi lavorano alla costante necessità di adattarsi per rimanere competitivi sul mercato. E se una costante innovazione, un mercato globale e la digital transformation portano a nuove opportunità di crescita e sviluppo, c’è anche una rapida trasformazione del mondo del lavoro che richiede un indispensabile ripensamento degli strumenti e delle tecniche utilizzate per rendere più efficace e strategica la gestione organizzativa interna.

Ecco perché è sempre più importante essere in grado di cambiare, di adeguarsi a ciò che il mercato richiede, di aumentare la propria efficienza e produttività. Ecco perché, oggi più che mai, è importante conoscere il Change Management.

Occuparsi di Change Management significa apportare un cambiamento organizzativo in azienda attraverso un insieme di attività strutturate e pianificate; si tratta di intraprendere un percorso articolato e non facile che impatta sulle consolidate abitudini delle persone, le quali per natura, mostrano diversi gradi di resistenza al cambiamento.

Spesso dentro le aziende mancano quei requisiti fondamentali per affrontare questa trasformazione ma esistono approcci e strumenti a supporto sia di manager di aziende strutturate, che di piccoli-medi imprenditori impegnati quotidianamente in relazioni umane strette e sedimentate nel tempo.

Uno dei principali problemi da affrontare quando si introducono nuove tecnologie e procedure è proprio il rischio di rigetto da parte dei dipendenti.

I motivi della resistenza al cambiamento sono vari, dalla normale difficoltà che ogni persona ha ad uscire dalla propria zona di confort, all’incapacità di valutare i benefici che porterebbe un cambiamento organizzativo rispetto allo stato in essere delle cose.

 

Gli ingredienti: organizzazione, coinvolgimento e formazione

Considerata l’importanza del tema a tutti i livelli e in contesti aziendali delle più varie tipologie e dimensioni, nel corso del tempo sono stati sviluppati diversi modelli di change management, ciascuno focalizzato su un aspetto specifico: dalla percezione del cambiamento e la reazione delle persone (modelli di Kurt Lewin e Kübler-Ross) all’elemento organizzativo (modello di Schön) fino alla gestione della resistenza al cambiamento e alla costruzione dello stesso (formula di Gleicher e modello ADKAR).

In linea generale, tuttavia, il processo di cambiamento può essere riassunto in tre fasi utili per realizzare e governare la trasformazione:

  1. Vision

    Avere una visione, ossia la proiezione di uno scenario futuro che rispecchi le aspirazioni, un punto di arrivo espresso in termini chiari e coerenti a beneficio di tutti gli attori coinvolti nel processo stesso. Oltre a questo, devono inoltre essere definiti chiaramente i tempi di realizzazione degli interventi, i soggetti coinvolti, i costi e i benefici.

  2. Coinvolgimento

    Questa fase prevede il coinvolgimento del personale, tutto, per andare ad individuare le azioni che formeranno il piano operativo. Insistere sulle proprie risorse, sviluppare atteggiamenti resilienti, comprendere più a fondo quelli che sono i limiti e le potenzialità di ciascuno.

  3. Esecuzione

    Comprende il lancio del progetto, il suo controllo attraverso la misurazione dei risultati e l’attuazione delle attività correttive necessarie a raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

Il modo migliore per fare del buon change management è preparare tutti i collaboratori al cambiamento, permettere loro spazi di espressione e condivisione, fare leva sulle loro risorse più profonde. Il percorso di lancio del cambiamento è infatti più fluido se tutti i collaboratori vengono coinvolti in anticipo per ricevere suggerimenti su questioni che influenzeranno il loro lavoro.

Per questo dopo aver mappato i processi e definito gli indicatori migliori per migliorare il business, è indispensabile dedicare il giusto tempo alle persone, cuore pulsante di qualsiasi iniziativa imprenditoriale. E spesso si scopre che rivedere le procedure può non solo aumentare il fatturato, ma può impiegare meglio i talenti dei singoli che, stimolati dalla novità, risultano molto più produttivi.

Sì, perché il cambiamento consente di migliorarsi, sempre. E in un qualsiasi progetto di change management, risulta molto utile mettere in luce quanto di buono il nuovo può portare alla persona e di conseguenza all’azienda.

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