Consulenza
17 Febbraio 2021

Etichettatura alimentare: un nuovo punto d’incontro tra industry e consumers

Nutriscore o NutrInform Battery? Entro il 2022 la Commissione Europea deciderà quale sistema omologare in Europa per armonizzare l’etichettatura dei prodotti alimentari.

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Gestire con efficacia l’export Food & Beverage significa padroneggiare con precisione le norme di ciascun paese in merito all’etichettatura alimentare. Ne abbiamo parlato su Radio Deejay assieme al nostro Agribusiness Manager e Presidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari della regione FVG Tommaso Caliciuri. Ad oggi, infatti, chi è attivo nella vendita di prodotti alimentari confezionati all’estero è tenuto a modulare la creazione dell’etichetta in base alle norme vigenti nel paese di destinazione che richiedono più o meno informazioni dettagliate sul packaging.

Il primo passo verso il mercato unico delle etichette è stato fatto dal Regolamento europeo n. 1169/2011 che disciplina le sezioni obbligatorie: macronutrienti, allergeni e paese d’origine degli ingredienti sono diventati un punto d’incontro tra produttori e consumatori di tutta Europa. Le imprese dell’agroalimentare italiano si sono prontamente adeguate, soddisfacendo così le richieste di 89 italiani su 100 che consultano l’etichetta prima di acquistare il prodotto a scaffale. Oggi, questo delicato equilibrio è messo nuovamente alla prova dal cosiddetto sistema a semafori.

 

Valutare le qualità organolettiche degli alimenti

 

Introdotto per la prima volta nel Regno Unito nel 2012 e aggiornato in Francia nel 2017, il sistema a semafori – Nutriscore vuole fornire al consumatore uno strumento di facile comprensione per scegliere gli alimenti: luce verde per i cibi ricchi di fibre, rossa per quelli che abbondano in grassi, sale o zucchero.

La sua applicazione, tuttavia, riserva molte perplessità da parte dei produttori italiani DOP e IGP: l’olio evo e il Parmigiano Reggiano figurano fra i “cattivi”, prosciutti e salami sono messi all’indice, la pasta è trattata con severità. Quali prospettive, dunque, per il settore del Made in Italy che rappresenta il 15% del PIL del Bel Paese?

 

Misurare le sostanze nutritive

 

Un’innovazione stimolante è contenuta nel recente decreto del MIPAAF, firmato a fine 2020: il NutrInform Battery. In un’ottica di promozione di stili di vita salutari, l’iconografia a forma di batteria valorizza la capacità critica dei consumatori nella scelta degli alimenti in base alla quantità percentuale di sostanze nutritive presenti in una porzione standard.

L’industria agroalimentare italiana ha accolto con favore il nuovo sistema di etichettatura che punta a educare il consumatore all’integrazione degli alimenti disponibili sul mercato in un regime alimentare vario ed equilibrato. “L’approccio del sistema NutrInform Battery si basa sull’informazione e sull’educazione attraverso la dichiarazione trasparente della quantità dei nutrienti, anziché la loro qualità” afferma Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare. “La piramide alimentare ci ricorda, infatti, che non esistono cibi buoni o cattivi in assoluto, ma corrette quantità e frequenze di consumo per ogni alimento”.

Insomma, l’industria agroalimentare può contare oggi su un nuovo alleato per mantenere salda la sua posizione sul mercato europeo e ottimizzare al contempo il processo di etichettatura, valorizzando ancor di più il ruolo dei consumatori e facendo tesoro delle loro richieste di clean label.


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