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Consulenza

21 Luglio 2020

Bioplastiche: per chi ama l’ambiente ma non rinuncia al progresso

È sempre più evidente e sempre più urgente: l’ambiente reclama attenzione e sostenibilità. Ed è in questo senso che si spinge l’acceleratore su un processo di sviluppo e incremento di utilizzo delle bioplastiche quale condotte maggiormente sostenibili con l’ambiente. Le bioplastiche rientrano infatti tra i materiali che vanno incontro alle esigenze di chi ama l’ambiente ma non vuole rinunciare alla comodità del progresso.

La bioplastica è, secondo la definizione data dalla European Bioplastics, un tipo di plastica che può essere biodegradabile, a base biologica (Bio-based) o possedere entrambe le caratteristiche.

Più precisamente:

  • può derivare (parzialmente o interamente) da biomassa e non essere biodegradabile (per esempio: bio-PE, bio-PP, bio-PET)
  • può derivare interamente da materie prime non rinnovabili ed essere biodegradabile (per esempio: PBAT, PCL, PBS)
  • può derivare (parzialmente o interamente) da biomassa ed essere biodegradabile (per esempio: PLA, PHA, PHB, plastiche a base di amido).

Un trend in ascesa: sempre più imprese puntano alle bioplastiche

Il 2019 ha segnato un trend positivo tra le imprese che si sono convertite all’impiego delle bioplastiche. L’ultimo report annuale di Assobioplastiche conta ben 275 imprese oggi presenti nel settore: sul podio Lombardia, Veneto e Campania. Anche il fatturato della filiera è in costante ascesa, passando dai 370 milioni di euro del 2012 ai 745 milioni dell’ultimo anno. Altro dato degno di nota riguarda i volumi complessivi dei manufatti prodotti dell’industria, che nel 2019 hanno superato le 100.000 tonnellate.

Un comparto in ottima salute, confermata da una crescita costante e consecutiva nell’arco di un decennio, non solo in quantità ma anche in qualità, come dimostrano le nuove, innovative applicazioni che iniziano ad entrare nel mercato grazie al consolidamento della raccolta della frazione organica”, ha dichiarato Marco Versari, presidente di Assobioplastiche. “Possiamo affermare senza alcun dubbio che la filiera dei biopolimeri compostabili ha tutte le carte in regola per contribuire al rilancio dell’economia italiana dopo la pandemia: è integrata a monte e a valle in una logica di interconnessioni sistemiche, fa dell’innovazione la sua cifra distintiva e guarda al dividendo non solo economico ma anche sociale e ambientale.” 

 

I settori coinvolti

I campi dove l’utilizzo della plastica biodegradabile risulta vantaggioso sono molteplici, a partire dall’agricoltura, sia per l’utilizzo di fonti rinnovabili e biomasse per la produzione di chimici di base e intermedi, sia come settore di impiego di compost prodotto dagli impianti.

Il largo impiego di plastiche tradizionali può lasciare posto alle bioplastiche anche in diversi settori industriali, così come in quello elettrico ed elettronico, dove molte industrie stanno sostituendo le componenti plastiche dei loro prodotti con plastiche biologiche.

Anche in medicina alcuni tipi di bioplastica possono essere utilizzati con molte più garanzie di compatibilità con il corpo umano, in particolare in ambito chirurgico. Da non sottovalutare infine la sostituzione dei giocattoli di plastica tradizionale con bioplastica, con vantaggi notevoli in termini di sicurezza per la salute dei bambini.

La maggior parte delle materie bioplastiche derivano da piante e l’utilizzo su larga scala di manufatti realizzati con queste sostanze permetterebbe lo sviluppo di un settore economico potenzialmente floridissimo.

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